Detto
Quintus nei documenti anteriori al 1400, fu abitato nei tempi
preromani e romani.
L’origine del nome va collegata ad quintum lapidem cioè
alla quinta pietra miliare [il miglio romano corrisponde a Km. 1,474]
da Este, in epoca romana.
L’attuale chiesa di Cinto è forse il resto di un castello appartenuto
fin dagli inizi dell’XI secolo ai vescovi di Verona, perché ai
canonici di Verona, Cinto era stato donato da un certo Lando, donazione
confermata da Ottone II; un altro fortilizio, posto sul monte Cinto,
fu distrutto da Ezzelino nel 1242; ricostruito, fu distrutto dai Carraresi
nel 1313.
Al tempo della Repubblica di Venezia, Cinto era compreso nella vicaria
di Arquà.
Il comune comprende, oltre Cinto, le località di Fontanafredda
- la medievale Aquafrigida, che prende il nome da una fresca fonte,
sfruttata fin dal XVII secolo -, Faedo, Valnogaredo e Cornoleda, il
cui nome è legato ai faggi, noci, cornioli frequenti un tempo
nel territorio; altra piccola località è Cortelà.
A Faedo visse per parecchi anni il valente storico estense Isidoro Alessi
(1713-1799).
A Valnogaredo sorge la Villa Contarini, dove il patrizio
Domenico Contarini
ricevette nel 1659 i messi inviati dal senato veneto a comunicargli l’avvenuta
elezione a doge.